: I Cassetti Che Fanno Rumore :

Poi l’hai detto.
Ho sospirato cercando di mettere in ordine i pensieri, girando in fretta la chiave del cassetto dentro cui ho rinchiuso i sogni e qualche matita consumata. Mentre attendevi una risposta che non avevo, credo di aver fatto più e più giri, è stato come un riflesso.
Sai, è davvero fastidioso che non vogliano stare lì, dove li metto. Forse è per questo che preferisco non discuterne, sono così irrispettosi…
Se li nomini iniziano a far confusione, si lusingano, mormorano e se non ridono allora si ribellano.
Quando ho messo giù il telefono ho fatto un bel-respiro-profondo ed ho preso la scala. Sono salita in alto, in cima, dove ricordavo di aver sepolto più o meno tutto. Non è stato facile mantenere l’equilibrio, ho respirato un po’ di polvere ma alla fine li ho trovati e li ho portati giù, a terra, sul pavimento freddo, accanto a me.
A noi due.
Erano avvolti nella plastica rossa dentro cui mi ero premurata di conservarli, non c’era nulla di troppo stropicciato, solo qualche piega. Con le braccia pesanti, piano, ne ho tirato fuori qualcuno e l’ho guardato come se non facesse parte di me, finché non mi è venuta voglia di strapparli.
Ed avrei strappato tutto, davvero.
E’ che poi mi sono tornate in mente le notti in bianco, la luce puntata sempre sul foglio fino a tardi, la mia insoddisfazione perenne ed i miei sbalzi d’umore, l’inchiostro che costa caro, i fogli, le mie corse in aula il sabato mattina, i sacrifici di mio padre, quelli di mia madre. I miei.
Non ci si pensa mai che a volte il vero sogno sta semplicemente nel non essere costretti a riporne via altri.
E’ che ho sempre pensato che  i sogni diano speranza, vita. Un senso, una direzione da seguire. Per questo quando ti guardo e ti ascolto, ed ascolto le tue giornate, ho bisogno di sapere che tu ne abbia, tanti. E che ci creda fino in fondo.
Perché io so bene cosa voglia dire rinunciare ai più preziosi.
 

 

(Per il disegno si ringrazia Francesco, 4 anni)

 

“Lo sai cos’è un perdente?
Il vero perdente è uno che ha così paura di non vincere che nemmeno ci prova.” — Little Miss Sunshine

 

 

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: …Realtà Diverrà. :

Ma che bello non eri mentre abbracciandomi a letto cercavi di spiegarmi il fuorigioco? La mia testa sul tuo petto, mi sono addormentata guardando l’Italia con te. Colpa dei battiti del tuo cuore: non so se sia stato il centoduesimo o il successivo a fregarmi, fatto sta che ad ognuno realizzavo che esisti, che non si tratta di un sogno.
O meglio, sì.
Ma è realtà.

 


[Photo by Mr-Java]

 

: Fiori Di Carta :

E non lo sai,
ma dei tuoi piccoli passi verso di me è fatta la felicità mia,
che dura il tempo di un tuo sorriso.
Ed in quell’attimo io, fragile, ti direi tutto ciò che vorresti sentire.
Di riflesso ti sorriderei di luce nuova. Risponderei di sì ai tuoi sì.
Rimboccherei i sogni tuoi la notte che saprò renderti soffice.
Aggiungerei fiato al tuo respiro, perché tu rimanga senza.
Ma insieme a me.

 

: Solo Un Po’ Di Te :

Tu sì che saresti stato il mio più grande ed abile cavaliere.
Sfoderata la spada, coraggioso ed impadivo, pronto a salvarmi dal drago mangiafuoco in sogno, deciso a squarciare le paure oniriche di me, piccola bambina senza volto.
Il cavaliere valoroso che senza armatura sfila le bionde trecce e snoda pensieri tessendo trame infinite e nostre.
Dolce e stilnovista. Guerriero tra Hades ed Athena.
E poi mio, solo mio.

[ Photo by begemott ]

Quando mi sveglio e so che sei mia non ho altro da chiedere