: E all’improvviso in mezzo al mio mal di testa, ho ritrovato il desiderio di essere felice :

Ogni tanto ripenso alla foto che tua madre tiene sul mobile in cucina, quella in cui ci sei tu tutto nudo, con una testolina piccola piccola e piena di capiddi scurissimi. Il fatto che sia posta in cucina mi ha fatto sorridere, la prima volta che sono entrata in casa tua e l’ho vista lì: in effetti fa venire voglia di prendere un cucchiaino e mangiarti in un sol boccone. A tua mamma non l’ho detto, perché tutte le volte che faccio per guardare la foto mi spiega che solo tu, tutti quei capelli, solo tu. E mi perdo nel suo modo di parlare di te, nei suoi occhi che sono un po’ anche i tuoi.
Ed anche se potessi portarti i Perturbazione sotto casa che ripetono amare è inevitabile non capiresti.
A me basterebbe un tuo sorriso, mentre siamo a tavola e ti cerco con i piedi, o dall’altra parte dello scaffale al super, o dall’altra parte del mondo, distanti mille chilometri. Mi basterebbe saperti sorridere quando mi pensi, che è una cosa che mi piace davvero tanto, proprio tanto. Almeno quanto l’odore della tua pelle che annuso come coi libri in libreria, sfogliandoli piano e scegliendo una pagina a caso – solo che con te è più difficile far scorrere il dito lentamente, scegliere un centimetro di pelle e mettere un appunto (personalmente preferisco i baci alle matite HB). Almeno quanto il tuo sms in cui scrivi che da me e te vengono fuori solo cose belle perché la nostra è una favola e non fa mica paura. Almeno quanto il tuo respiro sotto le coperte, che è una cosa che non conoscevo prima, che adesso non so dirti quante notti ho pensato di chiamarti solo per sentirti respirare, senza parlare, addormentandomi così. Perché a letto fa troppo buio, le parole non si vedono, ed io non so pronunciarle. Restano sotto le coperte, restano tra i miei appunti scarabocchiati, tra i miei desideri più segreti, come i musei che non abbiamo ancora visto, le cartoline che non abbiamo ancora spedito.

 

Più ami qualcuno, pensava, più dirglielo è difficile. Lo stupiva che persone sconosciute non si fermassero a vicenda in strada per dire Ti amo.
Jonathan Safran Foer

 

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: Dreaming Of The Osaka Sun :

Dopodiché scopro che non mi fa più male il ventricolo destro, il quale – si sa – ha le pareti più sottili. Come le polveri, sottili, i pollini e tutti gli altri allergeni che si insinuano nel mio naso proprio mentre con le mani dentro la borsa ti chiedo hai un fazzoletto e ridendo ti dico sai devo essere allergica a te solo per vedere la tua fossetta comparire. Sto pensando a quanto il mio naso stia diventando sensibile agli odori, pure l’aria stamattina mi sembrava profumata quando sotto i portici di piazza Marconi, per un attimo, il sole mi si è fiondato negli occhi. E non è per il tuo profumo che cerco sempre di non lavare via, non è per quello. Il tuo profumo non c’entra.
Non è nemmeno per i fiori di pesco che sono improvvisamente fioriti sui rami collaterali della mia aorta quando in metro mi hai chiesto andiamo in Giappone.
Mi sono accorta che è come quando respiro nel tuo cuscino e capisco che non è solo la tua assenza a determinare la tua mancanza. E’ piuttosto sentire che manchi quando manchi ovunque, quando manchi nelle mani, quando manchi nella punta del naso, nelle ginocchia, nella tasca della mia giacca, quando manchi ancor prima di lasciarmi, quando ti alzi dal sedile e le porte del treno si chiudono. E’ una sensazione che non dà scampo: devi venire qui subito e portare via la tua assenza o, semplicemente, restare per sempre.


[ Photo by Wapido ]

***

Mentre non c’eri, mi sono innamorato di te un’altra volta.

 

: Fiori Di Carta :

E non lo sai,
ma dei tuoi piccoli passi verso di me è fatta la felicità mia,
che dura il tempo di un tuo sorriso.
Ed in quell’attimo io, fragile, ti direi tutto ciò che vorresti sentire.
Di riflesso ti sorriderei di luce nuova. Risponderei di sì ai tuoi sì.
Rimboccherei i sogni tuoi la notte che saprò renderti soffice.
Aggiungerei fiato al tuo respiro, perché tu rimanga senza.
Ma insieme a me.