: A Eterna Vista :

Tu mi chiedi scusa perché dovrai passare il fine settimana a disegnare ed io mi mangerei in un sol boccone quegli occhi tuoi lì, bassi bassi e belli belli, che mi bisbigliano mi dispiace.
Così domenica la primavera spalanca la finestra, ci travolge e tu te ne stai tutto il giorno chino sulla scrivania a disegnare mentre io mi accorgo che non so smettere di guardarti e di pensare a quanto sia bello averti vicino.
Ogni tanto ti alzi, ti tocchi i capelli, vieni da me come per assicurati che io stia bene, mi fai il solletico sulla pancia e mi mostri il disegno. E già lo so che non sei soddisfatto, già lo so che ti sembra tutto inutile.
Non immagineresti mai quante cose sa dire quella tua fossetta sulla guancia.
Non immagineresti mai quante cose sanno dire le tue mani.

 
(Dei tuoi ritratti, questo è quello che mi piace di più.)

 

“Vedete, io l’amavo.
Era amore a prima vita,
a ultima vita,
a eterna vista.”
Vladimir Nabokov

 

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: Voglio Fare Con Te Ciò Che La Primavera Fa Coi Ciliegi :

Come per esempio aver voglia di coprirci gli occhi con le mani, con le dita, con le terze falangi fredde di questo primo inverno che ci ha uniti e giocare a cercarci, a passi lenti.
Quando sarai al fuochino sarà ormai primavera, io tratterrò il respiro per l’eccitazione perché mi scapperà da ridere. Così ti vestirò di baci, all’improvviso, prima che tu mi prenda, prima che tu mi perda, prima che giunga l’estate a farci sudare e a comandare l’autunno.
Come quando ogni tanto mi guardi e ti metto le mani sugli occhi – “quanti occhi ho?” – perché stai andando troppo a fondo – troppo a fondo troppo a fondo troppo – e mi imbarazzo, e ho paura.
Paura, folle, che tu possa trovare tutte le cose belle che non ti ho detto mai, le cose, le rose, le prose, amoremio, che restano sul fondo dei nostri sguardi innamorati, come i segreti nei pozzi, i tesori nei mari, i dollari d’argento nel Sand Creek.

[ Photo by aimeelikestotakepics ]
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L’amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio
di andare a coglierlo sui bordi di un precipizio spaventoso.
Stendhal