: Terry :

Ti ricordi quando ti ho abbracciato forte come se non esistesse un domani?
Perché quando perdiamo le persone più care, quelle che sono dentro di noi da quando siamo nati, ci sembra che il domani sia solo un pessimo scherzo del destino: in realtà non lo vedi, non c’è.
Io lo ricordo, che la gola mi bruciava e trattenevo tutto dentro e mi sentivo stupida perché non sapevo come aiutarti a credere in un futuro migliore mentre tu sentivi sempre di più il carico delle responsabilità addosso, schiacciarti e toglierti il respiro, il sonno, il tuo equilibrio già precario.
Non riesco a ricordare fino a che punto sono riuscita a sostenerti, ad essere al tuo fianco. Non ricordo se ti ho mai detto che puoi sempre contare su di me. Non ricordo se c’ero quando avevi bisogno di me, non ricordo se hai mai davvero avuto bisogno di me.
Quello che ricordo è che tu, nonostante tutto, c’eri. Tutte le volte che avevo bisogno di te, eri lì.  Anche per rimproverarmi che invece io non c’ero stata e per aspettarmi poi sotto casa, senza sapere con quale treno sarei tornata, per chiedermi scusa.
C’eri per difendermi dalle tue stesse parole. C’eri per schierarti dalla mia parte.
C’eri anche quando ti faceva più male che bene, ma credevi fosse bene.
C’eri quando avevo bisogno di qualcuno che mi accompagnasse in aeroporto alle quattro di mattina, che ancora un po’ ci perdevamo, che ancora un po’ ti imbarcavi con me.
C’eri pure quando sono stata operata e sei venuto a trovarmi con una buffa tartaruga finta in mano, solo per farmi sorridere. E senza nemmeno riceverti ti ho mandato via perché stavo male, ero orribile, non volevo vedere nessuno. E tu non hai detto nulla, mi hai affidato la tua piccola tartaruga Terry ed hai lasciato detto di non preoccuparmi, che mi capivi.
E poi sei tornato, quando ti ho chiesto se potevi venirmi a prendere in ospedale, ché non potevo certo andare in giro a far spaventare i bambini. Così si sono aperte le porte automatiche e tu eri lì. Mi hai detto solo “ciao”. E adesso ripensaci: due scemi. Io con il borsone in mano e tu lì impalato che dici ciao, a me. Che, Dio, guardami, ho una faccia enorme, viola e verde, e ad un solo giorno dall’epifania non riesci a fare mezza battuta. Allora la faccio io, per sdrammatizzare, così tu sorridi e smetti di preoccuparti.
Perché non sei proprio fatto per le preoccupazioni, tu. E’ il tuo organismo che non le regge.
E poi guarda, ho smesso di preoccuparmi anche io, che la cosa bella dei veri amici è proprio questa: non te lo dicono, forse non te lo sanno nemmeno dire, ma non importa, tanto tu lo senti. Lo sai.
Lo sai che ci saranno sempre.

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: Un Pensiero Fragile :

Nella tasca del jeans stamattina ho trovato un post-it giallo stropicciato, in rosso ho segnato cento grammi di pomodori, ottanta grammi di prosciutto, cento grammi di scamorza, due petti di pollo, prezzemolo, un piccolissimo cuore disegnato con cura e adesso nella mia testa c’è solo questo pensiero molto semplice e molto fragile che non va più via. sta finendo anche ottobre. ed è bello. è bello fare la spesa per due. sta finendo anche ottobre.

Rime ed inni d’amore per sogni e per chimere
e per castelli in aria l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere ruban tutti i gioelli
due ladri, gli occhi belli.

: Dal Basso Verso L’Alto :

Così qualcosa è tornato su.
Dev’essere colpa di quel maledetto principio di Archimede. Varrà anche per i ricordi, quando pesano e cerchi di affogarli.
Tornano sempre a galla.
Allora ho pensato che un po’ mi manca svegliarmi di notte, di colpo, e controllare che tu ci sia ancora. Trovarti lì, accanto a me, che dormi.
Adesso so perché guardarti dormire non bastava ai miei occhi pieni di illusioni e delusioni e perché c’era bisogno di stringerti piano la mano per capire che era tutto vero.

: Vuoti a Perdere :

massì, no. facciamoci pure questa guerra. sentenziamo decretiamo condanniamo picchiamo forte il martellino dove capita e diciamoci pure che l’orgoglio su questa bilancia dei valori pesa più del nostro amore che ha le ginocchia sbucciate perché è inciampato e non è certo colpa mia colpa tua colpa sua non è certo colpa di nessuno. e lasciamolo pure a terra, tendere una mano ora è decisamente troppo e del resto l’omissione di soccorso non è mai stato un reato contro la vita, ti pare? ti sembra che non possiamo starcene qui, fermi, ad aspettare? allora aspettiamo e stringiamo forte nelle tasche i pugni i nostri cari principi pronti all’uso da non contraddire mai da non calpestare mai,  mai. nemmeno a costo di morire lentamente.

[Photo by SilverMercury]

 

: Bi | so | gno :

Arriverà.
Svegliarsi di notte, di colpo, con il cuore che batte tanto forte da saltarti su fino alla gola – anche se lo senti lontano come un soldato valoroso che è partito per vincere una guerra verso terre non tue – e pensare solo ‘prima o poi arriverà’.
Aspettare tutta la mattina che arrivi, e poi non arrivi. Aspettare tutta la sera…  e poi
Inventarsi che sarebbe bello prima – o poi – comprare un mucchio di pecore, così, solo per poter dar loro un sacco di nomi strani tipo Ophelia, Birgitta, Inez, Laila, Ursula. Affezionarcisi e contarle di notte, al buio, che chissà te n’è scappata qualche d’una. Che chissà, magari riesci pure a dormire invece di stare ad aspettare invano, girando e rigirando tra le mani pensieri che ti rubano il sonno e fanno rumore come tanti cassetti che si aprono e si chiudono, da cui escono tutti gli screenshot delle tue espressioni stupende, che riguardo quando tu non ci sei.
Voglio immaginare ancora la nostra libreria, mentre penso che la nostra favola è come il libro pop-up che mi hai regalato questo Natale, dove tutte le pieghe sono belle e coincidono e creano cose meravigliose, pagina dopo pagina. Voglio cose piccole e stupide, voglio svegliarmi domani con la tua voce nelle orecchie e le lucine ancora accese.
Intanto faccio degli appunti per le prossime vite che ci aspettano, ho iniziato quando in treno ti ho scritto ti aspetto ancora. Mi hai risposto che tornerai sempre, perché ad aspettare entrambi non ci sono solo libri, soggiorni e case, ma una vita intera.
Mi è venuto da leggerlo tre volte, trattenendo il respiro, poi ho pensato solo che una vita sola non basta, dopo tanta attesa.


[ Photo by tenlittlebirds ]