: Ci Sei Sempre Stato Tu :

Vorrei che la notte avesse delle braccia lunghissime per poterti raggiungere, vorrei che i chilometri fossero caramelle alla fragola e non aver paura del buio quando tu non ci sei.
Vorrei mettere un segnalibro ai giorni che sfogliamo quando siamo tristi, come in quel libro senza fine in cui tu sottolinei a matita tutte le parole mai dette, quelle che mi hanno fatto innamorare di ogni tua piccola iridescenza.
Vorrei che fosse più facile amarmi, farti un sacco di fotografie a sorpresa e dirti “hai visto, sei più bello quando sorridi”.


[Photo by Ashleycole399]

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: I Tornanti Sono Le Tue Ciglia :

I tuoi silenzi dovrebbero comparire su tutti i libri di educazione stradale del mondo, come i cartelli, le strade, le strisce longitudinali. Sono la più dolce segnaletica verticale che mi impone di fare attenzione, di essere prudente perché potrei perdermi, perderti, lungo i tornanti che sono le ciglia dei tuoi occhi bassi quando rispondi al mio tutto “niente”, quando sento rallentare le mie mani, quando sento frenare le mie dita prima che si schiantino contro i tuoi capelli perché è già troppo tardi. O troppo buio. Come quella volta che sei venuto a prendermi all’uscita dell’autostrada a Foggia, di notte, e mi hai guardata come mai nessuno e mi hai portata al mare con la tua ypsilon mentre io cercavo le costellazioni fuori dal finestrino prima che l’alba se le portasse via.
Farò origami con le tue parole preziose, farò come se i copriti che fa freddo  sussurrati dal letto e ancora addormentati fossero i tuoi ti amo ma detti un po’ meglioFarò che settembre non finisca mai, farò l’autunno che ci travolgerà, e mi prenderò cura, cura dei tuoi occhi, delle tue mani, del neo sulla pianta del tuo piede e delle tua salvia sul balcone. Ripenserò a quella volta che mi hai detto andrà tutto bene, alla prima volta che mi hai chiamata amore e l’ho scritto sulla mia agenda, ripenserò a tua madre che alla stazione di Foggia prima di partire mi ha abbracciata prima piano e poi più forte, senza dire molto, dicendomi già tutto.

 

[ Photo by DDF92]

: D’Emblée :

Facciamoci leggere le mani durante le feste di tutte le città che non visiteremo mai, appendiamo sogni alle pareti di atri disabitati di case antiche di paesi sperduti perché nei miei tarocchi immaginari esce sempre l’appeso come quella volta che L. mi ha detto non è come soffrire di filofobia, è peggio. Tutti hanno paura di qualcosa, anche tu, mi ha detto. Anche io. Io devo essere qualcosa come logofobica perché ho il terrore di alcune parole. Alcune parole – combinate in un certo modo. Tipo ti-ho-amato-davvero, tipo ti-amo-troppo, tipo per-sempre.

«Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge anche all’incontrario.»

: Quando Un Giorno Di Notte Mi Hai Detto Non Ti Lascerò Mai :

Mi sono data un limite di tempo per cancellare le ultime foto che sono rimaste ancora memorizzate all’interno della fotocamera e che lì agonizzano come superstiti dopo una guerra persa.
Non la tocco da quella sera e so bene, so benissimo, che accenderla adesso vorrebbe dire stappare la fiasca dentro cui a forza e con la fretta ho incanalato tutto ciò che ho deciso di affidare al mare e al vento. Al tempo.
Tutte le parole dette, le parole che sarebbe stato meglio non dire, sussurrare, pronunciare, gridare. Le bugie ed i silenzi, entrambi troppo veri e troppo pesanti.
Stanno lì, adagiate sul fondo come polvere su scaffali di libri dimenticati, insieme alle cose mai dette, le cose che vorrei ancora dire e le solite parole sempre di troppo. Si aggrovigliano e si stringono strette, fino a non capire più quali sono le cose non dette, quali vorrei dire, fino a non riconoscere più le parole sempre di troppo.
Allora ci dovranno interpretare ed immaginare.
Saremo uno di quei miti scoperti per caso per via della corrente che ci avrà portati lontano, narrati nel tempo da vecchi popoli di terre irraggiungibili.
Sussurrati piano con fantasia, con ammirazione, di noi si racconterà da qui a per sempre.
E lì saremo finalmente felici.


[Photo by yoohaz ]