: Quando Le Parole Finiscono :

Una volta hai chiesto che ti regalassi ogni giorno un ricordo, uno di quelli piccoli che metti in tasca distrattamente e poi te ne dimentichi, uno di quelli che ritrovi in momenti che non ti aspetti tipo mentre attraversi la strada, tipo mentre scatta il verde.
Una volta mi hai chiesto di aiutarti a non dimenticare. Hai detto esattamente: mi dovrai aiutare.
Ricordati che ti ho scritto molte lettere senza conoscere i tuoi occhi. Ricordati della prima volta che mi hai accompagnata alla fermata del tram e la direzione era sbagliata ma non lo sapevamo, quando ancora guardarsi e parlarsi era strano ma incredibilmente bello.
Ricordati che con un po’ di imbarazzo hai disegnato un piccolo cuore rosso sul mio inguine destro, un po’ più su, e ci hai scritto i nostri nomi dopo aver fatto l’amore per la seconda volta.
Ricordati di tutti i chilometri percorsi a Verona coi nostri vestiti migliori in cerca di un ristorante romantico, in cerca di una pizzeria, in cerca di un qualunque posto in cui poter mangiare alle undici di sera e del Mc che perlomeno offriva il Wi-Fi gratuito.
E non dimenticarti delle mie mani fredde scaldate dentro le tue tasche, di quella volta che accompagnandomi a casa hai voluto che prendessi la tua sciarpa, di tutte le volte che sei tornato indietro per prendere il treno e di tutte le telefonate che partivano un attimo dopo esserci lasciati.
Ricordati delle nostre gambe intrecciate nella vasca da bagno troppo stretta, della bellezza del parlare di cose normalissime mentre gioco con lo shampoo nei tuoi capelli.
Ricordati di quanti occhi ho quando ti parlo vicino vicino vicino ai tuoi occhi.
Ricordati anche del mare di notte, ricordati dei messaggi per ricordarti l’ombrello quando piove, dei messaggi per ricordarti di ricordarci.
E già che ci sei ricordati anche del nostro ieri che non è stato come desideravi ma è stato comunque nostro e, se lo vuoi, di tutti i nostri domani in cui, giuro, salirò e scenderò milioni di scale come Montale dandoti il braccio.

(Nella tasca dei pantaloni stamattina ho ritrovato un pomeriggio intero passato a prendere in giro il tuo modo di dire verde ad ogni semaforo che incontravamo.)

“Quando crediamo che tutto sia stato detto, rimane l’importante. Quello da cui ci difendiamo.
Quando le parole finiscono, rimane soltanto la verità.”
(Ulla-Carin Lindquist)

: Scivolando :

Sulla novantacinque variopinta, mentre il pensiero di vederti vince sulla stanchezza, guardo fuori dal finestrino tra i lampioni già accesi. Seguo il percorso con gli occhi senza mai distogliere lo sguardo e conto tutte le case che incontro, tutte le case, in cui mi piace immaginarci dentro.
Una sera ne ho contate ventidue, fino all’arrivo in metropolitana. Superato il semaforo si gira a destra e c’è la palazzina rosa col cancello nero e il giardino condominiale, quella grigia senza balconi e con le finestrelle piccole piccole, l’elegante palazzo con ampia portineria, il quartiere popolare con le luci soffuse. Ce n’è una, in via Sismondi, dove mi sembra di vederti tagliare la cipolla rossa.
 

[Photo by floralsky]

 

“Come quella volta in cui stavi scivolando e io ti ho tenuta per un braccio. «mi hai salvata» hai detto. «anche tu» ho detto io. E non avevi capito. Non avevi capito che a cadere ero io, e nessuna mi avrebbe tenuto. Tranne te.”
F. Roversi

 

: Un Pensiero Fragile :

Nella tasca del jeans stamattina ho trovato un post-it giallo stropicciato, in rosso ho segnato cento grammi di pomodori, ottanta grammi di prosciutto, cento grammi di scamorza, due petti di pollo, prezzemolo, un piccolissimo cuore disegnato con cura e adesso nella mia testa c’è solo questo pensiero molto semplice e molto fragile che non va più via. sta finendo anche ottobre. ed è bello. è bello fare la spesa per due. sta finendo anche ottobre.

Rime ed inni d’amore per sogni e per chimere
e per castelli in aria l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere ruban tutti i gioelli
due ladri, gli occhi belli.