: Mi piacerebbe nevicare :

Non so se sai che l’inverno a Milano ti fa mettere le mani nelle tasche.
Io, che lo so, quando esco e fa freddo mi ricordo sempre di riempirle delle tue ultime parole, così da ritrovarle lì quando ci infilo le mani gelate.
Allora c’è questo incontro, questo momento così vero ed io che sono lontana, in questa città dove la primavera non arriva mai, e nel frattempo le dita si riempiono di progetti, parole che non vorremmo dire, ruoli che non vorremmo avere, buongiorno e buonasera.
Mi vengono in mente i tuoi occhi, quando ti chiedo di insegnarmi a stringere la mano agli sconosciuti, che è una cosa che proprio non mi riesce, e tu che mi dici a volte “sì”, a volte “no”, e poi – alla stretta successiva – “no, questa proprio no”.
Non mi riesce, te l’ho detto. Dovevi sospettarlo la prima volta che ci siamo visti, che non ti ho stretto la mano ma ti ho dato un piccolo bacio sulla guancia, come se ti conoscessi da un sacco e non mi fossi mai mancato.
Proprio ieri mi hanno chiesto “ti ricordi di quando mi parlavi di quel ragazzo che ti piaceva tanto? Di quando sei andata a incontrarlo e di quando l’hai visto, di quando gli hai toccato le dita, di quando hai sperato di non separartene mai?”

Hai lasciato la valigetta dei colori, delle tinte, delle seppie e delle terre, dei tramonti e delle città, dei ti amo e quando te ne vai e delle gomme per cancellare su da me.  — Andrea Pazienza

: Tutte Le Volte :

Tutte le volte che siamo andati a fare la spesa all’esselunga tu tenevi il cestello con la mano sinistra e mi porgevi il tuo braccio destro. Mi è sempre piaciuto darti la mano e scegliere cosa mangiare passeggiando tra gli scaffali del super. Alla cassa io sistemavo tutto dentro la tua borsa super mega gigante con una certa fretta e la trascinavo verso l’uscita finché tu, dopo aver pagato e salutato la commessa, non mi rimproveravi. Alla fine, non so com’è, tu uscivi sempre con la borsa in spalla ed io con la carta igienica in braccio.
Che buffo. Ho sempre pensato che quella fosse la felicità.

 

: I Tornanti Sono Le Tue Ciglia :

I tuoi silenzi dovrebbero comparire su tutti i libri di educazione stradale del mondo, come i cartelli, le strade, le strisce longitudinali. Sono la più dolce segnaletica verticale che mi impone di fare attenzione, di essere prudente perché potrei perdermi, perderti, lungo i tornanti che sono le ciglia dei tuoi occhi bassi quando rispondi al mio tutto “niente”, quando sento rallentare le mie mani, quando sento frenare le mie dita prima che si schiantino contro i tuoi capelli perché è già troppo tardi. O troppo buio. Come quella volta che sei venuto a prendermi all’uscita dell’autostrada a Foggia, di notte, e mi hai guardata come mai nessuno e mi hai portata al mare con la tua ypsilon mentre io cercavo le costellazioni fuori dal finestrino prima che l’alba se le portasse via.
Farò origami con le tue parole preziose, farò come se i copriti che fa freddo  sussurrati dal letto e ancora addormentati fossero i tuoi ti amo ma detti un po’ meglioFarò che settembre non finisca mai, farò l’autunno che ci travolgerà, e mi prenderò cura, cura dei tuoi occhi, delle tue mani, del neo sulla pianta del tuo piede e delle tua salvia sul balcone. Ripenserò a quella volta che mi hai detto andrà tutto bene, alla prima volta che mi hai chiamata amore e l’ho scritto sulla mia agenda, ripenserò a tua madre che alla stazione di Foggia prima di partire mi ha abbracciata prima piano e poi più forte, senza dire molto, dicendomi già tutto.

 

[ Photo by DDF92]

: Dal Basso Verso L’Alto :

Così qualcosa è tornato su.
Dev’essere colpa di quel maledetto principio di Archimede. Varrà anche per i ricordi, quando pesano e cerchi di affogarli.
Tornano sempre a galla.
Allora ho pensato che un po’ mi manca svegliarmi di notte, di colpo, e controllare che tu ci sia ancora. Trovarti lì, accanto a me, che dormi.
Adesso so perché guardarti dormire non bastava ai miei occhi pieni di illusioni e delusioni e perché c’era bisogno di stringerti piano la mano per capire che era tutto vero.

: A Mano Libera :

Sei nei miei piedi nelle mie scarpe e ovunque vada. nei miei sentieri e in tutti i cieli che ci hanno attesi. in tutte le strade che non è vero che portano a Roma, tipo via Pietro Andrea Saccardo con i suoi marciapiedi strettistretti che ci separano. come quella volta che pioveva forte – ricordi, ricordi amore che mi hai fatta passare avanti e ti sei bagnato tutto per tenermi l’ombrello mentre al telefono F. ti prendeva in giro per il rumore dei miei tacchi sull’asfalto e tu ridevi silenziosamente con un certo imbarazzo senza mai guardarmi come se io potessi sentire tutto ma proprio tutto, come se io potessi scoprire, indovinare, come se le parole fossero le tue mani, i tuoi segni, i tuoi disegni sulla mia schiena nuda quando crei farfalle millepiedi ed altri animali inesistenti prima che io mi volti e sciolga l’indovinello e le tue dita come un laccio rosso, prima che io ti dia appuntamenti clandestini sotto le coperte facendoti ridere, facendoti credere di avere davvero qualcosa di sensato da dirti prima di coprirti gli occhi con le mani e rubarti improvvisamente il respiro.

: Voglio Fare Con Te Ciò Che La Primavera Fa Coi Ciliegi :

Come per esempio aver voglia di coprirci gli occhi con le mani, con le dita, con le terze falangi fredde di questo primo inverno che ci ha uniti e giocare a cercarci, a passi lenti.
Quando sarai al fuochino sarà ormai primavera, io tratterrò il respiro per l’eccitazione perché mi scapperà da ridere. Così ti vestirò di baci, all’improvviso, prima che tu mi prenda, prima che tu mi perda, prima che giunga l’estate a farci sudare e a comandare l’autunno.
Come quando ogni tanto mi guardi e ti metto le mani sugli occhi – “quanti occhi ho?” – perché stai andando troppo a fondo – troppo a fondo troppo a fondo troppo – e mi imbarazzo, e ho paura.
Paura, folle, che tu possa trovare tutte le cose belle che non ti ho detto mai, le cose, le rose, le prose, amoremio, che restano sul fondo dei nostri sguardi innamorati, come i segreti nei pozzi, i tesori nei mari, i dollari d’argento nel Sand Creek.

[ Photo by aimeelikestotakepics ]
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L’amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio
di andare a coglierlo sui bordi di un precipizio spaventoso.
Stendhal