[im-mi-ʃu-rà-bi-le]

Ho calcolato che l’ultima volta che ci siamo visti avevo i capelli più corti di tre centimetri e un’immisurabile paura di perderti.
Ora so che quando ti rivedrò non mi rimprovererò per non aver fatto abbastanza foto delle tue mani, per non averle sapute trattenere, per averti abbracciato un po’ meno di sempre.

 

 

Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano. Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita. Non darmi ciò che desidero ma ciò di cui ho bisogno. Insegnami l’arte dei piccoli passi.
(Antoine de Saint-Exupery)

 

: Quando Le Parole Finiscono :

Una volta hai chiesto che ti regalassi ogni giorno un ricordo, uno di quelli piccoli che metti in tasca distrattamente e poi te ne dimentichi, uno di quelli che ritrovi in momenti che non ti aspetti tipo mentre attraversi la strada, tipo mentre scatta il verde.
Una volta mi hai chiesto di aiutarti a non dimenticare. Hai detto esattamente: mi dovrai aiutare.
Ricordati che ti ho scritto molte lettere senza conoscere i tuoi occhi. Ricordati della prima volta che mi hai accompagnata alla fermata del tram e la direzione era sbagliata ma non lo sapevamo, quando ancora guardarsi e parlarsi era strano ma incredibilmente bello.
Ricordati che con un po’ di imbarazzo hai disegnato un piccolo cuore rosso sul mio inguine destro, un po’ più su, e ci hai scritto i nostri nomi dopo aver fatto l’amore per la seconda volta.
Ricordati di tutti i chilometri percorsi a Verona coi nostri vestiti migliori in cerca di un ristorante romantico, in cerca di una pizzeria, in cerca di un qualunque posto in cui poter mangiare alle undici di sera e del Mc che perlomeno offriva il Wi-Fi gratuito.
E non dimenticarti delle mie mani fredde scaldate dentro le tue tasche, di quella volta che accompagnandomi a casa hai voluto che prendessi la tua sciarpa, di tutte le volte che sei tornato indietro per prendere il treno e di tutte le telefonate che partivano un attimo dopo esserci lasciati.
Ricordati delle nostre gambe intrecciate nella vasca da bagno troppo stretta, della bellezza del parlare di cose normalissime mentre gioco con lo shampoo nei tuoi capelli.
Ricordati di quanti occhi ho quando ti parlo vicino vicino vicino ai tuoi occhi.
Ricordati anche del mare di notte, ricordati dei messaggi per ricordarti l’ombrello quando piove, dei messaggi per ricordarti di ricordarci.
E già che ci sei ricordati anche del nostro ieri che non è stato come desideravi ma è stato comunque nostro e, se lo vuoi, di tutti i nostri domani in cui, giuro, salirò e scenderò milioni di scale come Montale dandoti il braccio.

(Nella tasca dei pantaloni stamattina ho ritrovato un pomeriggio intero passato a prendere in giro il tuo modo di dire verde ad ogni semaforo che incontravamo.)

“Quando crediamo che tutto sia stato detto, rimane l’importante. Quello da cui ci difendiamo.
Quando le parole finiscono, rimane soltanto la verità.”
(Ulla-Carin Lindquist)

: Epiphany :

Ti ho visto
prepararci le calze
anche se quest’anno
le calze
sono sacchettini cukigelopiù
Ti ho visto bene
mentre fingevo di leggere Shosha
riempirle di caramelle varie
dopo averle contate
una ad una
per tutti
con pazienza
come una bambina attenta
per poi dirmi
shhht
di stare in silenzio
che ti avrei fatto perdere il conto
quando ti ho chiesto
se ci ricordavi aspettare la Befana
quando dormivo
con la testa piena di sogni
e l’emozione
non mi faceva prendere sonno
quando dormivo
all’estremità del mio letto perché
dall’altra parte lo spazio era per Chiara
perché dovevamo alternare i turni per vegliare
perché dovevamo guardare alla finestra
perché dovevamo guardare la luna
ed aspettare che venisse tagliata
dall’ombra di una scopa volante
prima di litigare per la coperta
prima di litigare per lo spazio
prima di crollare entrambe vicine
piene di peluches
e rapite da Morfeo.
Ti ho visto chiuderle bene
scegliere i colori dei nastrini
con amore
e sistemarle accanto ad ognuno di noi
con più amore ancora.
Ti ho visto fare tutto questo
anche oggi,
dopo tanti anni.
Senza capire perché.
E sorridevi
con tutto il tuo corpo grande.
Da strigere forte.
Da farti passare tutte le paure.
Ed eri stupenda.
Ed eri contenta.
Ed io ho pregato
che lo fossi per sempre.
Perché mamma
non sorridi  più spesso?
Perché vedi mamma
quando poi succede
io capisco tutto.
Capisco perchè
vorrei tanto
essere come te.

[ Photo by Karibear007 ]

: Quando Un Giorno Di Notte Mi Hai Detto Non Ti Lascerò Mai :

Mi sono data un limite di tempo per cancellare le ultime foto che sono rimaste ancora memorizzate all’interno della fotocamera e che lì agonizzano come superstiti dopo una guerra persa.
Non la tocco da quella sera e so bene, so benissimo, che accenderla adesso vorrebbe dire stappare la fiasca dentro cui a forza e con la fretta ho incanalato tutto ciò che ho deciso di affidare al mare e al vento. Al tempo.
Tutte le parole dette, le parole che sarebbe stato meglio non dire, sussurrare, pronunciare, gridare. Le bugie ed i silenzi, entrambi troppo veri e troppo pesanti.
Stanno lì, adagiate sul fondo come polvere su scaffali di libri dimenticati, insieme alle cose mai dette, le cose che vorrei ancora dire e le solite parole sempre di troppo. Si aggrovigliano e si stringono strette, fino a non capire più quali sono le cose non dette, quali vorrei dire, fino a non riconoscere più le parole sempre di troppo.
Allora ci dovranno interpretare ed immaginare.
Saremo uno di quei miti scoperti per caso per via della corrente che ci avrà portati lontano, narrati nel tempo da vecchi popoli di terre irraggiungibili.
Sussurrati piano con fantasia, con ammirazione, di noi si racconterà da qui a per sempre.
E lì saremo finalmente felici.


[Photo by yoohaz ]

: Fiori Di Carta :

E non lo sai,
ma dei tuoi piccoli passi verso di me è fatta la felicità mia,
che dura il tempo di un tuo sorriso.
Ed in quell’attimo io, fragile, ti direi tutto ciò che vorresti sentire.
Di riflesso ti sorriderei di luce nuova. Risponderei di sì ai tuoi sì.
Rimboccherei i sogni tuoi la notte che saprò renderti soffice.
Aggiungerei fiato al tuo respiro, perché tu rimanga senza.
Ma insieme a me.