: E A Differenza Di Questa Canzone, Noi Non Finiremo Mai :

Tu non sai, per esempio, che quella sera in cui ho visto per la prima volta quattordici lucciole tutte insieme tu sei stata la prima persona a cui ho pensato, ed ho espresso un desiderio.
Non ti ho detto mai, poi, che quando tenevi la mia testa sopra le tue gambe, sul primo divano in cui ci siamo seduti insieme, ho fatto fatica a realizzare che mi stavi scostando i capelli dall’orecchio per davvero, tu, e che avrei dovuto mettere una spunta a quel desiderio.
Non sai che quando il portiere mi ha chiesto di dirgli il tuo nome, prima di affidarmi le tue chiavi di casa, il tuo nome mi è sembrata la parola più bella del mondo e l’ho ripetuto tre volte prima di entrare. Non ti ho detto nemmeno che la gentile signora che si occupa di mettermi il tovagliolo intorno al collo quando mi accomodo dal dentista, che tempo fa mi ha chiesto se ero innamorata perché ero bella, sabato mi ha domandato perché piangevo ed io ho risposto ‘no, mi è entrato qualcosa nell’occhio’.

Ti ricordi quella volta che mi hai chiesto “ti perderò, vero?”.
 

Perdere

 

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: Vuoti a Perdere :

massì, no. facciamoci pure questa guerra. sentenziamo decretiamo condanniamo picchiamo forte il martellino dove capita e diciamoci pure che l’orgoglio su questa bilancia dei valori pesa più del nostro amore che ha le ginocchia sbucciate perché è inciampato e non è certo colpa mia colpa tua colpa sua non è certo colpa di nessuno. e lasciamolo pure a terra, tendere una mano ora è decisamente troppo e del resto l’omissione di soccorso non è mai stato un reato contro la vita, ti pare? ti sembra che non possiamo starcene qui, fermi, ad aspettare? allora aspettiamo e stringiamo forte nelle tasche i pugni i nostri cari principi pronti all’uso da non contraddire mai da non calpestare mai,  mai. nemmeno a costo di morire lentamente.

[Photo by SilverMercury]

 

: Come Un Soffione :

C’è che non c’è più dolcezza nelle tue parole.
A volte la si ritrova soltanto in qualche sguardo, per caso.
C’è che avrei voluto sostenerla, quell’espressione tutta tua.
Trattenere tutto ciò che prima si poteva scoprire, e cercare ciò che non si può più trovare, che è andato perso non so dove.
C’è che avrei voluto guardarti negli occhi, mentre il filo si spezzava. Mentre mi tenevi la mano. Quante cose stese per nulla, ad asciugare. Quante ne ho raccolte io. Quante ne ho volute riciclare.
C’è che vorrei soffiare via tutte queste spine dentro. Come un soffione.
Perché è così che deve andare: quando è tempo, si deve soffiare.
Via tutto, via ciò che è rimasto attaccato col tempo, che si è trasformato aggrappato al ricordo, che era petalo colorato e profumava e che ora è solo un ciuffo di peli bianchi inodore. Via, che voli via, che vada dove deve andare.
Ma tu lì, ferma. Inspira, prendi tutta l’aria che puoi e poi soffia.
E fallo forte. Fortissimo. Perché certe cose non se ne vogliono proprio andare. Certe cose riesci a malapena a strapparle al cuore e a farle arrivare alla mente, perché ti restano aggrappate al respiro, al fiato, e … difficilmente ti abbandonano.

 


[ immagine trovata nel web ]