E volarono.

“Avvicinatevi all’orlo”, disse.
“Non possiamo, abbiamo paura.”
“Avvicinatevi all’orlo.”
“Non possiamo, cadremo giù.”
“Avvicinatevi all’orlo.”
Si avvicinarono… lui li spinse.
E volarono.

 (Guillaume Apollinaire)

 

 

Per me tu sarai la forza, la stretta, la mano che afferra il mio fianco ed il mio viso quando gli angoli della bocca abbandonano il peso del cuore;
Sarai il mare salutato l’ultimo giorno d’estate, l’ultima ora di luce, il primo pensiero del mattino, quindi risveglio, fatica e soddisfazione, sempre gratitudine.
Per me tu sarai il riscatto, la rincorsa e l’affanno, la doppia negazione che afferma il mio nome: il mio nome soltanto, nonostante tutto.
Sarai ambivalenza e dicotomia, la disamina accurata dei miei pensieri, il rischio da correre, l’occasione da non perdere.
Sarai la risposta al messaggio, una parola desiderata e mai cercata, la soddisfazione puntuale di un bisogno inespresso, necessità e voglia, esigenza ed azzardo.
Per me sarai l’assedio inaspettato, allorché avrò gettato le armi, incederai e mi troverai indifesa, già resa, già tua.
Sarai il confine da varcare, conquista e scoperta, la costruzione di una città come di un desiderio.
Per me sarai l’approdo sicuro, il rifugio, la riva ed il tuffo dopo la corsa, una gioia che trabocca, il ritorno a casa di chi credevi perduto: vieni, entra, rimani.

 

[ Photo by @lunaakarenn – https://www.instagram.com/lunaakarenn/ ]

 

 

Annunci