: J’ai plus de souvenirs que si j’avais mille ans :

Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.
Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Nulla due volte, W. Szymborska

 

1.

Ai ricordi chiediamo solo che restino immutati, che non cambino forma e colore, che non sbiadiscano come gli scontrini delle gelaterie in cui siamo stati, che emergano magicamente come le immagini in positivo delle pellicole istantanee, dopo sessanta secondi di trepidazione. Così appari tu, ed io con te. Mi ricorderai cercare validi motivi per farti ridere, frugando nelle tasche del mago, mi ricorderai, anche se io rappresenterò sempre lo straordinario talento dell’errore e della perseveranza – tu la tenera pazienza ed il folle coraggio degli alberi che per abbracciare meglio il freddo si spogliano. Mi ricorderai nei cumuli di rabbia, all’ingresso dei musei austeri di Milano, tra le parole sterili, dentro le donne che attirerai e che non sapranno mai davvero nulla di noi.

 

2.

Ci risponde con rabbia ancora una volta l’indicativo presente del verbo cadere. Con la stessa lentezza delle foglie di settembre dimenticherai la mia ostinazione sempre cieca, la fermezza assoluta con cui ci siamo tenuti, stretti. Anche quando le parole smettevano di significare io tornavo sempre a te come l’onda alla riva che si infrange per raggiungerla, contro gli scogli, e poi si ritrae veloce ma senza mai ripartire – né andare – dove non è più spiaggia e non è ancora mare.
Nei libri di fisica dovranno specificare che il moto ondoso non sempre è dato dal vento, ma più spesso dall’amore.


[ Photo by @nemusloren – https://www.instagram.com/nemusloren ]

 

[ P l a y ]

 

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