: Scivolando :

Sulla novantacinque variopinta, mentre il pensiero di vederti vince sulla stanchezza, guardo fuori dal finestrino tra i lampioni già accesi. Seguo il percorso con gli occhi senza mai distogliere lo sguardo e conto tutte le case che incontro, tutte le case, in cui mi piace immaginarci dentro.
Una sera ne ho contate ventidue, fino all’arrivo in metropolitana. Superato il semaforo si gira a destra e c’è la palazzina rosa col cancello nero e il giardino condominiale, quella grigia senza balconi e con le finestrelle piccole piccole, l’elegante palazzo con ampia portineria, il quartiere popolare con le luci soffuse. Ce n’è una, in via Sismondi, dove mi sembra di vederti tagliare la cipolla rossa.
 

[Photo by floralsky]

 

“Come quella volta in cui stavi scivolando e io ti ho tenuta per un braccio. «mi hai salvata» hai detto. «anche tu» ho detto io. E non avevi capito. Non avevi capito che a cadere ero io, e nessuna mi avrebbe tenuto. Tranne te.”
F. Roversi

 

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3 thoughts on “: Scivolando :

    • La novantacinque, in realtà, non è il massimo (a meno che non si ami viaggiare stretti stretti, in piedi, tutti così teneramente schiacciati).
      Ma se si hanno pensieri piacevoli che girano per la testa, tutto può essere in qualche modo piacevole.
      Un abbraccio anche a te, forteforte :)

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