: Scivolando :

Sulla novantacinque variopinta, mentre il pensiero di vederti vince sulla stanchezza, guardo fuori dal finestrino tra i lampioni già accesi. Seguo il percorso con gli occhi senza mai distogliere lo sguardo e conto tutte le case che incontro, tutte le case, in cui mi piace immaginarci dentro.
Una sera ne ho contate ventidue, fino all’arrivo in metropolitana. Superato il semaforo si gira a destra e c’è la palazzina rosa col cancello nero e il giardino condominiale, quella grigia senza balconi e con le finestrelle piccole piccole, l’elegante palazzo con ampia portineria, il quartiere popolare con le luci soffuse. Ce n’è una, in via Sismondi, dove mi sembra di vederti tagliare la cipolla rossa.
 

[Photo by floralsky]

 

“Come quella volta in cui stavi scivolando e io ti ho tenuta per un braccio. «mi hai salvata» hai detto. «anche tu» ho detto io. E non avevi capito. Non avevi capito che a cadere ero io, e nessuna mi avrebbe tenuto. Tranne te.”
F. Roversi

 

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: E A Differenza Di Questa Canzone, Noi Non Finiremo Mai :

Tu non sai, per esempio, che quella sera in cui ho visto per la prima volta quattordici lucciole tutte insieme tu sei stata la prima persona a cui ho pensato, ed ho espresso un desiderio.
Non ti ho detto mai, poi, che quando tenevi la mia testa sopra le tue gambe, sul primo divano in cui ci siamo seduti insieme, ho fatto fatica a realizzare che mi stavi scostando i capelli dall’orecchio per davvero, tu, e che avrei dovuto mettere una spunta a quel desiderio.
Non sai che quando il portiere mi ha chiesto di dirgli il tuo nome, prima di affidarmi le tue chiavi di casa, il tuo nome mi è sembrata la parola più bella del mondo e l’ho ripetuto tre volte prima di entrare. Non ti ho detto nemmeno che la gentile signora che si occupa di mettermi il tovagliolo intorno al collo quando mi accomodo dal dentista, che tempo fa mi ha chiesto se ero innamorata perché ero bella, sabato mi ha domandato perché piangevo ed io ho risposto ‘no, mi è entrato qualcosa nell’occhio’.

Ti ricordi quella volta che mi hai chiesto “ti perderò, vero?”.
 

Perdere

 

: Tutte Le Volte :

Tutte le volte che siamo andati a fare la spesa all’esselunga tu tenevi il cestello con la mano sinistra e mi porgevi il tuo braccio destro. Mi è sempre piaciuto darti la mano e scegliere cosa mangiare passeggiando tra gli scaffali del super. Alla cassa io sistemavo tutto dentro la tua borsa super mega gigante con una certa fretta e la trascinavo verso l’uscita finché tu, dopo aver pagato e salutato la commessa, non mi rimproveravi. Alla fine, non so com’è, tu uscivi sempre con la borsa in spalla ed io con la carta igienica in braccio.
Che buffo. Ho sempre pensato che quella fosse la felicità.

 

: Ci Sei Sempre Stato Tu :

Vorrei che la notte avesse delle braccia lunghissime per poterti raggiungere, vorrei che i chilometri fossero caramelle alla fragola e non aver paura del buio quando tu non ci sei.
Vorrei mettere un segnalibro ai giorni che sfogliamo quando siamo tristi, come in quel libro senza fine in cui tu sottolinei a matita tutte le parole mai dette, quelle che mi hanno fatto innamorare di ogni tua piccola iridescenza.
Vorrei che fosse più facile amarmi, farti un sacco di fotografie a sorpresa e dirti “hai visto, sei più bello quando sorridi”.


[Photo by Ashleycole399]