: D’Emblée :

Facciamoci leggere le mani durante le feste di tutte le città che non visiteremo mai, appendiamo sogni alle pareti di atri disabitati di case antiche di paesi sperduti perché nei miei tarocchi immaginari esce sempre l’appeso come quella volta che L. mi ha detto non è come soffrire di filofobia, è peggio. Tutti hanno paura di qualcosa, anche tu, mi ha detto. Anche io. Io devo essere qualcosa come logofobica perché ho il terrore di alcune parole. Alcune parole – combinate in un certo modo. Tipo ti-ho-amato-davvero, tipo ti-amo-troppo, tipo per-sempre.

«Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge anche all’incontrario.»

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