: Attese :

la prima volta che t’ho visto con la camicia nera alla fermata del quattordici, un pomeriggio di settembre, con la stanchezza del viaggio addosso e la cartellina in mano. quando abbiamo bevuto il tè caldo, le sere d’inverno dopo il lavoro, che si gelava e abbiamo rubato le bustine di zucchero con le frasi che ci piacevano di più. quando mi hai preso la mano, la prima volta, alla mostra di Anish Kapoor ed era tutto buio e mi batteva il cuore fortissimo. e quella volta che sei arrivato tardi perché eri andato a comprarmi il girasole. quando sul divano guardiamo ‘alla fine arriva mamma’ e alla fine di ogni puntata dici dai è bello cercando di convincermi. quando abbiamo fatto la torta. e la pasta. e quando ho provato a cucinarti la carne ma non mi è venuta cotta e l’hai mangiata cruda senza dire nulla. quando ti ho chiamato per la prima volta e c’erano delle pause lunghissime, di quel silenzio rassicurante che piace tanto a me. e quella volta che ha iniziato a diluviare e ci siamo completamente bagnati ridendo correndo e a casa ti ho dato un pantaloncino di mio padre. quando mi hai regalato il ciondolo blu e mi hai chiesto ti piace? quando abbiamo fatto l’amore: tutte le volte, la prima, ma anche tutte quelle dopo. tutte. quando mi dici le cose dolci sottovoce. quando mi chiedi scusa. quando ti rivedo. e mi sembra ogni volta che sia passato troppo tempo.

 


[Photo by me]

 

Annunci

: Vuoti a Perdere :

massì, no. facciamoci pure questa guerra. sentenziamo decretiamo condanniamo picchiamo forte il martellino dove capita e diciamoci pure che l’orgoglio su questa bilancia dei valori pesa più del nostro amore che ha le ginocchia sbucciate perché è inciampato e non è certo colpa mia colpa tua colpa sua non è certo colpa di nessuno. e lasciamolo pure a terra, tendere una mano ora è decisamente troppo e del resto l’omissione di soccorso non è mai stato un reato contro la vita, ti pare? ti sembra che non possiamo starcene qui, fermi, ad aspettare? allora aspettiamo e stringiamo forte nelle tasche i pugni i nostri cari principi pronti all’uso da non contraddire mai da non calpestare mai,  mai. nemmeno a costo di morire lentamente.

[Photo by SilverMercury]

 

: …Realtà Diverrà. :

Ma che bello non eri mentre abbracciandomi a letto cercavi di spiegarmi il fuorigioco? La mia testa sul tuo petto, mi sono addormentata guardando l’Italia con te. Colpa dei battiti del tuo cuore: non so se sia stato il centoduesimo o il successivo a fregarmi, fatto sta che ad ognuno realizzavo che esisti, che non si tratta di un sogno.
O meglio, sì.
Ma è realtà.

 


[Photo by Mr-Java]

 

: A Mano Libera :

Sei nei miei piedi nelle mie scarpe e ovunque vada. nei miei sentieri e in tutti i cieli che ci hanno attesi. in tutte le strade che non è vero che portano a Roma, tipo via Pietro Andrea Saccardo con i suoi marciapiedi strettistretti che ci separano. come quella volta che pioveva forte – ricordi, ricordi amore che mi hai fatta passare avanti e ti sei bagnato tutto per tenermi l’ombrello mentre al telefono F. ti prendeva in giro per il rumore dei miei tacchi sull’asfalto e tu ridevi silenziosamente con un certo imbarazzo senza mai guardarmi come se io potessi sentire tutto ma proprio tutto, come se io potessi scoprire, indovinare, come se le parole fossero le tue mani, i tuoi segni, i tuoi disegni sulla mia schiena nuda quando crei farfalle millepiedi ed altri animali inesistenti prima che io mi volti e sciolga l’indovinello e le tue dita come un laccio rosso, prima che io ti dia appuntamenti clandestini sotto le coperte facendoti ridere, facendoti credere di avere davvero qualcosa di sensato da dirti prima di coprirti gli occhi con le mani e rubarti improvvisamente il respiro.

: D’Emblée :

Facciamoci leggere le mani durante le feste di tutte le città che non visiteremo mai, appendiamo sogni alle pareti di atri disabitati di case antiche di paesi sperduti perché nei miei tarocchi immaginari esce sempre l’appeso come quella volta che L. mi ha detto non è come soffrire di filofobia, è peggio. Tutti hanno paura di qualcosa, anche tu, mi ha detto. Anche io. Io devo essere qualcosa come logofobica perché ho il terrore di alcune parole. Alcune parole – combinate in un certo modo. Tipo ti-ho-amato-davvero, tipo ti-amo-troppo, tipo per-sempre.

«Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge anche all’incontrario.»