: Dreaming Of The Osaka Sun :

Dopodiché scopro che non mi fa più male il ventricolo destro, il quale – si sa – ha le pareti più sottili. Come le polveri, sottili, i pollini e tutti gli altri allergeni che si insinuano nel mio naso proprio mentre con le mani dentro la borsa ti chiedo hai un fazzoletto e ridendo ti dico sai devo essere allergica a te solo per vedere la tua fossetta comparire. Sto pensando a quanto il mio naso stia diventando sensibile agli odori, pure l’aria stamattina mi sembrava profumata quando sotto i portici di piazza Marconi, per un attimo, il sole mi si è fiondato negli occhi. E non è per il tuo profumo che cerco sempre di non lavare via, non è per quello. Il tuo profumo non c’entra.
Non è nemmeno per i fiori di pesco che sono improvvisamente fioriti sui rami collaterali della mia aorta quando in metro mi hai chiesto andiamo in Giappone.
Mi sono accorta che è come quando respiro nel tuo cuscino e capisco che non è solo la tua assenza a determinare la tua mancanza. E’ piuttosto sentire che manchi quando manchi ovunque, quando manchi nelle mani, quando manchi nella punta del naso, nelle ginocchia, nella tasca della mia giacca, quando manchi ancor prima di lasciarmi, quando ti alzi dal sedile e le porte del treno si chiudono. E’ una sensazione che non dà scampo: devi venire qui subito e portare via la tua assenza o, semplicemente, restare per sempre.


[ Photo by Wapido ]

***

Mentre non c’eri, mi sono innamorato di te un’altra volta.

 

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