: Orangé Très Vif :

Guarda che settembre è passato.
E il cielo sembra smunto mentre i colori del tramonto a poco a poco cambiano. Si estendono come se tirassi il più possibile l’arancione, col pennello, su un foglio bianco. Quanti arancioni esistono al mondo? Cento? Mille?
Me lo chiedo sempre, sul treno delle diciottoequarantaduetrequattro, senza aspettarmi risposte, guardando il cielo che scorre piano dal finestrino.
Poi mi dico che ogni arancione, anche se sprovvisto di un nome proprio, ha il suo momento ed ogni momento che passa è già passato quando ti accorgi che c’è già un altro arancione, nuovo, a riempirti gli oggi, e gli occhi. E gli oggi di oggi vorrebbero che ci fossero più momenti, e che in quei momenti le tue braccia fossero abbastanza lunghe per raggiungermi, e saperti dare tutti gli arancioni del mondo, e, e, e.
Forse te ne basterebbe uno, uno solo, solo tuo.
Che poi mi viene in mente quella volta che mi hai guardata e mi hai raccontato la storia – …quante storie ti racconto! No, no, questa non te la dico – di quell’artista francese, Klein, che ha realizzato un dipinto tutto blu. Ma proprio tutto blu. Eccheccevò? Diresti nulla, hai detto, ma quell’artista è andato non ricordo dove ed ha inventato il suo blu, che è unico ed irripetibile perché lo ha creato lui e quindi sticazzi, mica lo puoi fare un dipinto uguale al suo. Un bellissimo oltremare, unico, nominato e brevettato. International Klein Blue.
Sai, mi sono accorta che settembre è passato, e te l’ho detto mai che voglio inventare un arancione tutto per te?
Che ti scaldi le mani, le spalle, il naso, la punta dei piedi, la punta del cuore. In questo ormai ottobre.

[ Photo by YarrowBadRabbit ]

Il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro: se stesso. – Yves Klein

: Epiphany :

Ti ho visto
prepararci le calze
anche se quest’anno
le calze
sono sacchettini cukigelopiù
Ti ho visto bene
mentre fingevo di leggere Shosha
riempirle di caramelle varie
dopo averle contate
una ad una
per tutti
con pazienza
come una bambina attenta
per poi dirmi
shhht
di stare in silenzio
che ti avrei fatto perdere il conto
quando ti ho chiesto
se ci ricordavi aspettare la Befana
quando dormivo
con la testa piena di sogni
e l’emozione
non mi faceva prendere sonno
quando dormivo
all’estremità del mio letto perché
dall’altra parte lo spazio era per Chiara
perché dovevamo alternare i turni per vegliare
perché dovevamo guardare alla finestra
perché dovevamo guardare la luna
ed aspettare che venisse tagliata
dall’ombra di una scopa volante
prima di litigare per la coperta
prima di litigare per lo spazio
prima di crollare entrambe vicine
piene di peluches
e rapite da Morfeo.
Ti ho visto chiuderle bene
scegliere i colori dei nastrini
con amore
e sistemarle accanto ad ognuno di noi
con più amore ancora.
Ti ho visto fare tutto questo
anche oggi,
dopo tanti anni.
Senza capire perché.
E sorridevi
con tutto il tuo corpo grande.
Da strigere forte.
Da farti passare tutte le paure.
Ed eri stupenda.
Ed eri contenta.
Ed io ho pregato
che lo fossi per sempre.
Perché mamma
non sorridi  più spesso?
Perché vedi mamma
quando poi succede
io capisco tutto.
Capisco perchè
vorrei tanto
essere come te.

[ Photo by Karibear007 ]