: Once Upon A Time :

C’era una volta una ragazza dai capelli rossi.
Che in realtà non aveva i capelli rossi, ma a qualcuno piace dire di sì.
Forse perché  i suoi capelli sembravano cambiare colore come il sole che attraversava il cielo del paese in cui viveva.
O forse perché  semplicemente è così che l’aveva vista, coi capelli rossi.
Lui la guardava da lontano e si chiedeva perché avesse sempre lo sguardo un po’ triste.
Lei non sapeva di avere gli occhi che traboccavano tristezza.
In realtà non erano traboccanti, bensì era come se a volte lei fosse distante miglia e miglia nonostante non si muovesse di un passo,
ma coi pensieri, con i sogni, forse lo era, così distante.
Aveva la testa tra le nuvole, tanto che spesso, camminando, non si rendeva conto di dove mettesse i piedi, inciampando e rischiando ogni volta di rompersi l’osso del collo. Questo però faceva ridere le persone che la accompagnavano, che spesso si fermavano a chiederle “dove sei ora?”
E lei, che era ogni volta in un posto diverso, non sapeva rispondere. O forse sì, avrebbe saputo, in qualche modo.  Ma nessuno lo avrebbe capito. Ché  è strano spiegare di essere persi tra il battito ed il respiro proprio.
Un giorno, mentre la ragazza dai capelli rossi raccoglieva dei funghi per farsi un bel piatto di pasta le si avvicinò un giovane pescatore che, non essendoci fiumi nei dintorni, decise di fermarsi a farle una domanda che gli frullava in testa da un po’.
“Conosco gli innumerevoli posti in cui sei stata” disse dopo averla salutata, “ma dov’è che non sei? dov’è che vorresti essere?”
(…Perché  si sa, i pescatori, mentre aspettano di tirare su qualcosa, hanno un sacco di tempo per pensare, e a volte diventano più filosofi dei veri filosofi) …
(…E forse i filosofi-veri filosofi un tempo erano pescatori, chissà!)
Il pescatore sapeva, lo sentiva d’istinto, che con quella ragazza ci voleva pazienza, quindi decise di invitarla ad andare al fiume con lui. Era quasi sempre solo e un po’ di compagnia non gli dispiaceva affatto.
Il pescatore sapeva guardare la ragazza dai capelli rossi (che in realtà non erano rossi ) come nessuno mai aveva fatto.  E lei, che lo sentiva, non sapeva guardarlo negli occhi. Lui scavava tanto che lei temeva sarebbe riuscito ad entrare proprio da lì.
Senza guardarlo rispose che sognava di sapere cosa fosse la felicità. Avrebbe voluto essere lì, dove la si respira come aria tutta intorno.
Il pescatore aveva il dono della pazienza, era necessaria per il suo mestiere e aveva imparato come fosse importante anche con le persone. Le disse che la felicità non andava cercata ma accettata, e che avrebbe capito cosa fosse quando avesse sentito di essere parte di qualcosa. Non per forza qualcosa di grande o di importante, bastava fosse qualcosa di suo. Detto questo lanciò la lenza e rimase a guardarla galleggiare pigramente sull’acqua, impegnata in una danza lenta e ipnotica. Sperava di pescare qualcosa da poter regalare alla ragazza dai capelli rossi (che lui era convinto fossero rossi) per farla sorridere, le piaceva il suo sorriso.
E lei guardava il fiume, in direzione della lenza. Le sembrava profondissimo, ci avrebbe gettato i pensieri. E sentì qualcosa dentro muoversi quando lui pronunciò la parola felicità.
Ma non poteva spiegargli che non riusciva a sentirsi parte di nulla perché  nulla lei era.
Nulla, tutto, non erano forse solo parole? A volte anche lui si faceva grandi domande ma le risposte non c’erano mai. Così si era convinto che l’unica cosa importante fosse esserci, essere. E lei era tante cose. Era lì accanto a lui soprattutto, ne sentiva il calore, possibile mai che il nulla fosse così caldo? Possibile che il nulla profumasse di sole e vento? Di sabbia e mare?

( … In collaboration with Vee )

 
[ Photo by Alternative-Rock ]

 

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2 thoughts on “: Once Upon A Time :

  1. Minchia!
    Tu sei bella ma anche io sono un gran fico.
    (E chiunque leggerà questo commento si renderà conto che le tue collaborazioni non sono esattamente il top).

    Saluti dalla Puglia carente di internèt :*

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